Bambino di 7 mesi picchiato dallo zio rifiuta di morire anche quando staccano il respiratore

Nessuno potrà mai dire che Bobby Webber non è un combattente.

Nel 2014, quando Bobby aveva soltanto 7 mesi, è stato violentemente aggredito da Andrew Nolan, il fidanzato di sua zia. Il piccolo è stato picchiato e torturato per quattro ore. Alla fine era in condizioni critiche e lottava per sopravvivere.

I suoi genitori Barry ed Elise erano in luna di miele quando è avvenuto l’orribile fatto. Avevano lasciato i bambini con la zia, la sorella di Elise, fidanzata con Andrew Nolan.

Le condizioni di Bobby erano così gravi che hanno dovuto attaccarlo a un respiratore. I dottori hanno detto ai genitori che la miglior cosa che avrebbero potuto fare per lui sarebbe stata staccare il respiratore. E loro lo hanno fatto, senza sapere che il loro bambino avrebbe superato ogni probabilità.

Quando Barry ed Elise Webber hanno deciso di andare in luna di miele, non avrebbero mai neanche lontanamente immaginato cosa sarebbe successo a loro figlio. Dopotutto, il piccolo era affidato alle cure della zia.

Un pomeriggio la zia ha deciso di portare i bambini più grandi al cinema e così ha lasciato il piccolo Bobby con il suo fidanzato.

Andrew Nolan, amico di famiglia da più di dieci anni, ha picchiato e torturato Bobby. Gli ha causato molteplici fratture al cranio, una frattura alle vertebre, segni di morsi in tutto il corpo, per non parlare degli organi genitali ricoperti di ematomi.

In ospedale Bobby è stato attaccato al respiratore. I dottori non speravano nella sopravvivenza del bambino e hanno consigliato ai genitori di staccarlo, come ha detto il Daily Mail.

Quando lo hanno fatto, con grande stupore di tutti, Bobby ha continuato a respirare da solo. Anche oggi continua a fare progressi davvero memorabili. È stato soprannominato “Bobby the Brave” (Bobby il coraggioso) e negli ultimi anni ha superato ogni ostacolo che la vita gli ha posto davanti.

A seguito dei danni riportati, Bobby ha sviluppato una paralisi cerebrale quadriplegica e ha problemi alla vista. Sua madre ha detto che, nonostante tutto, il figlio non ha mai lasciato che le cose prendessero il sopravvento.

“Rimango stupita assolutamente da tutto ciò che Bobby riesce a raggiungere,” ha detto a Daily Mail Australia.

Ha superato le probabilità

“La parte più difficile sono i continui cambi di posizione. Non può né sedersi né gattonare per raggiungere i posti in cui vuole andare, perciò conta nel nostro aiuto,” ha detto.

“Non ci si ferma mai. Non appena si sveglia iniziano gli spostamenti. Gli diamo le sue medicine e lo cambiamo, poi lo portiamo in bagno perché al momento sta imparando ad usarlo. È quasi riuscito ad imparare, il che è fantastico.

Onestamente, è uno dei più grandi obiettivi raggiunti e ha cambiato molto le cose a noi come famiglia. Ci avevano detto che non sarebbe mai riuscito a fare nulla di tutto ciò, e invece eccoci qui. Lui le sta facendo. È anche in fase di remissione dall’epilessia.”

Bobby ha superato tutti gli scogli che si è trovato di fronte. Non solo è in fase di remissione dall’epilessia (ha avuto l’ultimo attacco tre anni fa), ma ogni domenica partecipa a un corso di cheerleading per bambini disabili.

“Gli ha dato l’opportunità di fare sport e in questo modo lui non si sente diverso,” ha detto Elise.

“Andare al corso gli da tanta gioia, ed è orgoglioso di sentire le persone che applaudono per lui. È stato molto importante per fargli capire com’è il suo corpo.

Risponde molto bene alla musica e all’ambiente e per noi è una vera fortuna che ci sia. In quella palestra ci sono persone che un tempo erano completi sconosciuti, invece ora sono nostri amici.”

Non ci sono abbastanza elogi per il piccolo Bobby. Un bambino che è stato picchiato e torturato da un uomo malvagio che merita solo la prigione. Eppure Bobby continua ad essere una fonte d’ispirazione per tutti.

Aiutateci a far sapere a tutti quanto è forte questo bambino e che ha raggiunto tantissimi obiettivi nella sua vita.

Condividete l’articolo per augurargli ogni bene per il futuro!