Michael J. Fox fatica a camminare a causa del Parkinson, lo attaccano online ma il figlio lo salva

Michael J. Fox è un attore che è stato amato da migliaia di fan in tutto il mondo per anni. Ha sfondato ed ha conquistato il cuore del pubblico con il suo iconico ruolo come Marty McFly nei film di “Ritorno al futuro”.


Ma negli ultimi anni, l’attore ha avuto diversi problemi di salute. È sempre stato disponibile a parlare delle sue esperienze e ora ha raccontato come il Parkinson abbia influenzato la sua carriera di attore.

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L’attore aveva solamente 29 anni quando ha ricevuto la diagnosi: ha scoperto di avere il Parkinson. Era al culmine della sua carriera di attore e sapeva che non l’avrebbe abbandonata a causa della malattia.


Anzi, ha deciso di usare il suo problema nei suoi ruoli. Nel 2004 ha interpretato un medico con disturbi ossessivo-compulsivi nella serie TV “Dr. House”. Inoltre, ha interpretato Louis Canning nella serie TV “The Good Wife”, un avvocato che utilizzava il suo problema neurologico per manipolare i giudici a suo favore.

Ma ora che ha compiuto 60 anni, l’attore ha ammesso che per lui sta diventando sempre più difficile recitare. Ha rivelato che gli risulta sempre più difficile memorizzare le battute.

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“Quando ho partecipato allo spin-off di The Good Wife, che sarebbe The Good Fight, non riuscivo a ricordare le battute. Avevo un vuoto, proprio non riuscivo a ricordarle,” ha detto di recente nel podcast “Working It Out”.


L’aspetto della perdita di memoria dovuta alla malattia gli ha reso difficile lavorare come attore. Prima per lui era semplicissimo memorizzare le battute, ma ora è diventato quasi impossibile.

Non lavora più in ruoli che richiedono la memorizzazione di troppe battute. Ha detto: “Non riesco più a ricordare cinque pagine di dialoghi. È impossibile.” Ma ha gestito la cosa senza problemi, perché sa di non poterci fare molto.

Michael qualche anno fa ha rivelato che iniziava a cedere senza motivo. Nonostante sapesse che il Parkison poteva esserne la causa, l’attore ha iniziato a capire che stava succedendo qualcosa al suo corpo.


Ha avuto problemi ricorrenti alla spina dorsale, ma i medici gli hanno assicurato che non rischia la vita. Detto ciò, è chiaro che avrebbero avuto ripercussioni sulla sua vita se non avesse fatto qualcosa.

Come rivelato dal New York Times, ha detto: “Mi hanno detto che era benigno, ma se fossi rimasto fermo mi sarebbe diminuita la sensibilità alle gambe e avrei fatto difficoltà a muovermi. Poi improvvisamente ho iniziato a cadere, avveniva molto spesso. Iniziavo a sentirmi ridicolo. Tentavo di analizzare cosa fosse dovuto al Parkison e cosa ai problemi alla spina dorsale, ma sono arrivato al punto che probabilmente era meglio operarsi.”


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Qualche anno fa ha subito un intervento alla spina dorsale, poi ha intrapreso un periodo di fisioterapia intensa. Purtroppo però i suoi problemi non sono finiti qui.


“Ho fatto tutto,” ha raccontato. “E alla fine mi hanno chiesto di tornare a recitare. Lo scorso agosto sarei dovuto andare a lavorare. Mi sono alzato, sono andato in cucina per fare colazione, ma sono caduto. Mi sono rotto un braccio malamente. E mi hanno messo una piastra e un sacco di viti.”


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Quando gli hanno chiesto come avesse fatto a superarla, lui ha detto: “Non parlo di cose che accadono ‘per un motivo’.”

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“Io credo che più le cose sono inaspettate, più abbiano qualcosa da insegnarci. Nel mio caso è stato ciò che mi ha fatto cadere in cucina quando pensavo di stare bene ma 6 mesi prima ero in sedia a rotelle. È perché ho delle aspettative molto ottimiste su di me e devo avere dei risultati per poter provare queste aspettative. Ma purtroppo fallisco anche. E non do lo stesso peso ai fallimenti.”


Da quando ha scoperto di avere il Parkison ha scritto moltissimo. È uscito il suo quarto libro, “No Time Like the Future”. Buttarsi nella scrittura è stato semplice. L’attore ha detto: “Non suono bene la chitarra, non riesco più a disegnare bene, non sono mai stato un bravo ballerino e recitare sta diventando sempre più difficile. Perciò rimane solo la scrittura. Fortunatamente mi piace molto.”


Michael non si è mai lasciato abbattere dalla sua malattia. Ha avviato la Michael J. Fox Foundation for Parkinson’s Research che, ad ora, ha raccolto più di 1 miliardo di dollari nel tentativo di trovare una cura.

L’attore ha sempre parlato del suo ottimismo, dicendo ad AARP: “Se c’è qualcosa di cui si possa essere riconoscenti, allora è giusto essere ottimisti. A 60 anni mi sento che, nonostante questa malattia che mi porto dietro, amo la mia vita, amo mia moglie e amo i miei figli… il Parkinson è solamente questa estensione della mia vita. Ma non è ciò che mi guida. Sono davvero fortunato e cerco sempre di diffondere questa fortuna.”


Di recente l’attore è finito in prima pagina dopo essersi riunito al suo collega della saga di Ritorno al futuro, Christopher Lloyd. Hanno partecipato ad un evento e hanno parlato del fatto che erano già iniziate le riprese del film quando Michael è stato intercettato per interpretare Marty McFly.

“L’annuncio è arrivato all’una di notte dopo sei settimane di riprese. Ci hanno detto che l’attore che interpretava Marty non lo avrebbe più fatto e che da domani avremmo iniziato le riprese con Michael J. Fox,” ha raccontato Christopher Lloyd a SyFy.

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“Mi sentivo di aver a malapena superato le prime 6 settimane e ora era tutto da rifare?”


“Ma c’era della chimica perché la prima scena che abbiamo girato era viva e le cose sono rimaste così per tre film,” ha raccontato Christopher Lloyd.

“La cosa migliore che mi sia successa nella vita è questa. Il Parkinson è un dono. Io dico alla gente che è un dono e loro mi dicono che sono suonato. E io dico che è un dono che non cambierei con nulla al mondo… non si tratta di quello che ho, ma di quello che mi è stato dato,” ha detto Michael.


Nella sua ultima apparizione in pubblico al New York Comic Con, l’attore è salito sul palco facendo molta fatica a causa del Parkinson. Mentre faticava a salire a causa dei tremori, i fan hanno esultato per lui. Erano tutti felici di rivederlo in pubblico dopo tanto tempo.

Nel corso degli anni l’attore ha messo su la corazza, ma a volte non lascia scivolare via i commenti cattivi. Non li riceve spesso, ma capita che venga attaccato dai troll online e infatti ha raccontato un episodio in particolare.


Ha chiesto aiuto al figlio Sam, 33 anni. Il figlio gli ha consigliato di rispondere scrivendo “SMH” (un acronimo che significa disapprovazione). L’attore lo ha fatto e ha trovato divertente la risposta dei troll.


Quelle tre lettere hanno trasformato il troll in un fan. Michael ha raccontato che il troll gli ha risposto: “Mi ha risposto. È la cosa più divertente che abbia letto in tutta la mia vita. Sei il re di internet. Ti chiedo scusa per tutto ciò che ti ho detto e bla, bla, bla.”

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Nonostante vediamo Michael J. Fox come un ottimista con tanta compassione, anche lui ha un limite di sopportazione per i commenti cattivi. La cosa buona è che ha dei figli che riescono a farlo rispondere a tono.


Gli auguriamo tanta fortuna nella sua lotta contro il Parkinson e anche nel suo impegno per far conoscere meglio questa malattia.

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